Durante la mia (breve) permanenza su Twitter mi ero abituato a scrivere in modo breve e conciso dato che il conto alla rovescia dei caratteri scorreva sempre troppo veloce.
Qui no.
Ho tutto lo spazio che voglio, come ai tempi dello space di MSN o come alle superiori quando nelle ore di lezione scrivevo il diario raccontandomi quello che mi succedeva.
Scrivere ti dà l’ opportunità fantastica di riordinare le idee, fare il punto della situazione e alle volte fermarsi e ripartire.
Lo spazio va però riempito, bisogna avere qualcosa da dire e, in questo periodo, non ho così tante di cose da dire perchè ci sono dei momenti in cui, forse per stress o impegno in certi progetti, ci si guarda poco allo specchio e si continua a correre, quasi instancabili, guardando fissi davanti a sè perdendo la voglia di condividere emozioni, momenti, profumi ed idee con gli altri.
Scrivere mi regala cinque minuti di pausa vera; buttare giù queste due righine mi permette di capire quanto ho sbagliato ad approcciare gli ultimi mesi in questo modo, vivendo in modo passivo e poco ordinato, lasciandomi scorrere addosso la vita perchè tanto c’erano tante cose da fare.
Devo chinarmi e raccogliere le briglie.