Rileggendo mi pare un po’ retorico, ‘sto post. Non vorrebbe esserlo, e’ che lo scrivono così (paracit).
Fare il musicista ha dei contro devastanti di cui prima o poi parlerò, ma ha dei pro mica da ridere: insegnare permette di guadagnare benino lavorando poco, fare serate è un lavoro divertente anche se a volte stancante, il tempo libero e’ molto e permette di vivere davvero.
Mi mette tristezza vedere alcuni amici che vanno all’ università e pensano solo alla carriera che verrà, ai soldi, alle potenzialità di sviluppo di un’azienda, all’SP500 ed in generale ad incrementare il gruzzolo che sta sul conto in banca.
Non dovrebbe essere così il mondo.
Dovremmo tutti emozionarci davanti alla natura, guardare in alto e pensare che siamo davvero piccini, stare più vicino a noi stessi e a chi ci sta intorno e meno a Bloomberg TV, no?
Parlo come uno che c’è passato?
Nella spirale degli status symbol, della borsa (no, non ho mai giocato, ma seguivo - e seguo in realtà - assiduamente), dei pantaloni firmati c’ero cascato un bel po’ anche io, ma e’ cartone, mi son reso conto in ritardo di quanto sia meglio la carne.
Viviamo!