Ogni tanto c’è il bisogno di staccare un attimo e questa è una di quelle volte.
Ho voglia di dedicare un po’ di tempo a me stesso, per cui ho ripreso a correre tutti i giorni, a leggere ed a fotografare.
Ho deciso anche di togliere un po’ di ossigeno alla musica dato che credo di aver bisogno di nuovi stimoli e idee, per cui ben venga un periodo di stop.
In questi giorni mi son letto Il Tempo che Vorrei di Fabio Volo e L’ Eleganza del Riccio di Barbery Muriel, due libri diversi ma molto belli e pieni di spunti interessanti per un po’ di sana riflessione.
Fabio scrive in un modo molto diretto, regalando emozioni con una semplicità che ti fa entrare immediatamente dentro alla storia, a tratti si ha l’impressione di esserne avvolti. E’ la storia di un ragazzo di campagna che, nonostante non abbia un’ istruzione scolastica oltre la terza media si appassiona alla lettura, alla musica e all’arte in genere e riesci infine a trovare un ottimo lavoro, non senza rinunce e sacrifici. I temi sono i soliti dei libri di Fabio Volo, ma sono interessanti secondo me: il vero valore della vita e dei soldi, della famiglia, dei rapporti umani. E’ leggero e va via velocemente, ottimo per la spiaggia, specie se dopo si pensa un po’ a cosa si è appena letto :)
La Muriel invece ha una prosa più articolata: e’ un’ insegnante di filosofia e si nota. E’ il classico libro che il mio prof di filo alle superiori poteva consigliare perchè e’ semplice, ma dentro ci sono Kant e Schopenaur in ogni angolo. Ci son domande sul perchè della vita, sulla sua reale utilità e conclusioni amare: siamo al mondo perchè dobbiamo trotterellare aspettando la morte, niente più. Nel frattempo possiamo ingannare il tempo cercando di fare qualcosa di buono per noi e, soprattutto, per gli altri, ma la fine, si sa, è una sola.
Vi ritroverete quindi a far parte del piccolo mondo di Reneé e Paloma, così diverse, ma così simili, nonostante i 42 anni di differenza: entrambe fragili e rintanate dentro loro stesse, timorose di far vedere al mondo quel che sono veramente, ma accomunate da un’intelligenza finissima. Il punto è proprio quello: l’intelligenza.Nell’ Idiota di Dostoevskij il problema di Myškin era l’eccessiva bontà d’animo, in questo caso l’ emarginazione deriva da una società vacua, piena di falsi moralismi, che mette spalle al muro chi prova a pensare in maniera diversa da chi gli sta intorno. Reneé quindi si cala nella parte della portinaia brutta e ignorante, Paloma invece non vede soluzioni alla sua situazione e decide quindi di suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno, dando fuoco alla dimora di lusso dove vive con i suoi genitori.
Il resto non ve lo dico che il libro è figo e merita. :)